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Capriati al Volturno
Capriata

Capriati - Panorama

La presenza dell'uomo nelle terre dell'attuale Capriati al Volturno risale probabilmente già al Neolitico come risulta da alcuni ritrovamenti. 
Sicuramente i Sanniti abitarono queste terre: ne sono testimoni i centri fortificati sul Monte Gallo (Mandra Castellone) e in località Sterpaia.
Nel III secolo a.C, queste terre, probabilmente, appartenevano all'antica città di Venafrum. Intorno al 448 a.C. fu costruito, ad opera del Console Tiberio Minucio, il Ponte Latrone per attraversare il fiume Volturno. L'opera rientrava nella costruzione dell'antica Via Minucia che doveva collegare Aesernia (Isernia) con Allifae (Alife).
Nel Medioevo (881) Capriata è un'area accogliente più abitati e non un vero e proprio borgo. In quel tempo risulta suddivisa in quattro quartieri: San Giovanni in Coppitelle, appartenente alla chiesa di San Pietro di Isernia, Santa Maria del Piano appartenente a monastero di San Vincenzo al Volturno, San Tomeo e Sant'Andrea. 
Dal 963 al 1208 il territorio di Capriata appartenne ai Benedettini di Montecassino. Nel 1065 l'abate Desiderio di Montecassino cedette Capriata ai principi capuani Riccardo e Giordano. 
Non si conosce l'anno di costruzione del castello e della cinta muraria: in età angioina, una preesistente torre dell'VIII secolo, subì un ammodernamento con raccordo alla cinta muraria.
Negli anni Capriata appartenne a vari feudatari: i Villaclubai-Sangiorno (1290-1329), i Capuano (1329-1390), i Sanfromondo (1390-1450), nel 1450 a Pandone, conte di Venafro, i Lannoi (1528-1700), i Carafa. 
Dal 1645 in poi appartenne a Francesco II Gaetani d'Aragona la cui famiglia fu signoria fino alla fine del feudalesimo.  
Nel 1863 l'antico nome di Capriata fu sostituito con quello di Capriati al Volturno.


 

 

Stemma di Capriati al V.