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Con la dominazione franca del Sacro Romano Impero, ai
gastaldi succedettero i conti, e il primo fu un Adelrico
(833).
Le mire espansionistiche di Siena provocano prima la gelosia
di Firenze e poi il primo conflitto armato (1141).
Nel 1186 è assediata invano da Enrico, figlio di
Federico Barbarossa (1186).
Nella pace che segue Siena ottiene un nuovo riconoscimento
imperiale: in questo periodo Siena impone la usa potenza
economica in Toscana. I suoi mercanti fanno affari in tutta
l'Europa e si formano potenti compagnie di banchieri
che
finanziano papi ed imperatori.
Seguono anni di scontro con Firenze a causa degli interessi
comuni e della vicinanze delle due città.
Nel 1260 le milizie senesi, con a capo Farinata degli Uberti
e l'aiuto di Pisa, Lucca e Cortona, sconfiggono i
Fiorentini a Montaperti.
Successivamente Guido di Montfort, vicario di Carlo d'Angiò
e alleato di Firenze, si impadronisce di Siena e vi instaura
un governo guelfo, uccidendo i ghibellini.
Nel 1398 inizia la signoria di Gian Galeazzo Visconti e nel
1404 istituisce un nuovo governo di Dieci priori.
Dal 1487 Pandolfo Petrucci governa la Repubblica fino alla
morte (1512), favorisce il progresso delle arti, delle
scienze e difende la città dalle mire di conquista di Cesare
Borgia.
Nel marzo del 1554, Siena, è stretta d'assedio dai soldati
francesi comandati da Gian Giacomo Medici di Marignano.
La guerra è finanziata da Cosimo de' Medici, Granduca di
Toscana, che vuole la conquista di Siena. I Senesi oppongono
una fortissima resistenza ma capitolano il 17 aprile 1555.
Al tempo di Napoleone Siena fu capoluogo del dipartimento
dell'Ombrone e prese parte alle guerre del Risorgimento.
Nel 1859 fu la prima città della Toscana a deliberare
l'annessione al Regno d'Italia.
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