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Le prime notizie di Sesto risalgono a circa 2000 anni fa e sono legate all'origine del suo nome. Alcuni fanno derivare il nome Sesto da Sesto Auliano, prefetto di Venafro, dal 27 a. C al 37 d. C.; altri invece associano il nome di Sesto alle vicende di Sextus Polfennio Caii Filio nominato, intorno al 100 d. C. della Colonia Julia Augusta di Venafro e che fece costruire una stazione militare nel territorio di Sesto. Lo storico Domenico Caiazza,  invece, fa derivare il nome di Sesto dalla presenza nel suo territorio del cippo indicante il VI miglio dell'antica via romana.
In periodo Longobardo, Sesto fece parte alla contea di Benevento.
Nel 1040 i Conti di Sesto appoggiarono Pandolfo di Capua nella guerra contro l'imperatore Corrado.
Nel 1140 era conte di Sesto il normanno Landolfo da Montelongo.
Nel 1192 il conte Borrello prese il castello di Sesto, come riporta il Capacelatro:
<< andò sopra il castello di Sesto e 'l prese per forza di arme e l'diede a saccomanno, facendo progioniero il detto landolfo con molti de' suoi soldati >>.
Alla dinastia dei Landolfo successe la dinastia dei principi Sorellum, che acquistarono il feudo nell'anno 1230.
Nella prima metà del XIV Sesto passò nella mani dei conti Rampini, originari d'Isernia, e successivamente appartenne ai signori Della Ratta, venuti da Barcellona (Spagna). I Della Ratta acquistarono intorno al 1360 anche il feudo di Roccae Pipirocae (Roccapipirozzi).
Dopo il 1380, re Carlo III di Durazzo assegno il feudo, prima, a Gurello Origlia conte di Carovilli e poi a Diomede Carafa conte di Maddaloni.
Nel 1569 la principessa Isabella Colonna alienò il feudo di Sesto per circa 25000 ducati e dal 1582 Sesto appartenne alla famiglia Spinola.
Nel XVII secolo Sesto divenne popolare per le gesta del brigante Papone, stabilitosi nei boschi limitrofi.
Nel 1807 Sesto appartenne al distretto di Piedimonte Matese. Successivamente la famiglia Spinola vendette il feudo e il titolo alla Regina Maria Cristina vedova di Alfonso XII, Re di Spagna.
Nel 1863 il nome di Sesto divenne Sesto Campano.
Intorno al 1920 la Regina Maria Cristina vendette i beni di Sesto ai fratelli Armieri e a Don Ercole Ferri per la somma di un milione e duecentomila lire.

Tratto da una ricerca di Dr. Fascia Alberto

 


 

 

 

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