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Nacque a Vairano Patenora il 5 agosto 1912 da Lucio e
Consiglia Gianfrancesco.
Dopo la maturità classica, frequentò la facoltà di
medicina dell’Università di Napoli dove si laureò con il
massimo dei voti in Medicina e Chirurgia il 16 dicembre
del 1937.
Ottenne l’abilitazione di Stato all’esercizio della
professione medica il 21 aprile 1938.
Venne ammesso al Corso allievi ufficiali medici presso la
Scuola di applicazione di sanità militare di Firenze nel
1938.
Il 19 maggio 1939 venne nominato Tenente in Spe del Corso
sanitario militare.
Il 17 novembre 1939 ottenne l’Autorizzazione Sovrana e
così il 30 dicembre 1939 sposò Trentina de Quattro, dei
baroni de Quattro di Teano.
Il 31 marzo 1940 fu trasferito al Comando del fronte di
terra di stanza a Zara in Dalmazia, oggi Croazia.
L’11 giugno del 1940 venne mobilitato in stato di guerra e
partecipò alle operazioni di guerra dal 1941 al 1943.
Il 13 luglio 1943 fu nominato Direttore del 573° ospedale
da campo di Bencovazzo nei pressi di Zara, pur continuando
ad espletare le proprie attribuzioni con il 292°
Reggimento di Fanteria.
Il 9 settembre 1943 venne catturato dai Tedeschi, divenuti
nemici per effetto dell’Armistizio stipulato l’8
settembre, e deportato in Germania nel lager di Meppen, ai
confini con l’Olanda. Il lager di Meppen era un campo di
punizione la cui durezza di vita era inferiore soltanto ai
campi di sterminio.
Liberato dagli Alleati alla fine della guerra, rientra in
Italia dalla prigionia il 5 settembre 1945, dopo due anni
d’indicibili sofferenze e privazioni, che tuttavia non ne
piegarono l’indomito coraggio dimostrato tra l’altro con
il rifiuto della libertà offertagli in cambio del cibo e
dell’arruolamento nelle truppe nazifasciste.
Collocato nella riserva per infermità contratta in guerra,
fu promosso al grado di Maggiore il 23 aprile 1951 e
dichiarato invalido di guerra con relativo trattamento
pensionistico.
Il 7 marzo 1953 gli vennero concesse 5 Croci di guerra per
la partecipazione alle operazioni della Seconda Guerra
Mondiale.
Nominato Sindaco di Vairano Patenora il 13 aprile 1954, fu
riconfermato per suffragio popolare il 27 maggio del 1956
e il 6 novembre 1960, restando in carica fino al 22
novembre 1964, anno in cui si ritirò dalla vita politica,
ma non dalla vita pubblica, continuando ancora per trent’anni
nella pressoché quotidiana battaglia per il trionfo della
verità storica relativa all’incontro dell’Unità d’Italia.
Il 28 luglio 1954 venne autorizzato a fregiarsi del
distintivo del periodo bellico 1940–43 istituito con
D.P.R. 17 novembre 1948, n. 1590 e ad apporre sul relativo
nastrino tre stellette corrispondenti agli anni
1941-42-43.
Lo stesso 28 luglio 1954 fu autorizzato a fregiarsi del
distintivo della Guerra di liberazione, istituito con
D.P.R. 17 novembre 1948, n. 1590 e 5 aprile 1950, n. 234,
e ad apporre sul relativo nastrino due stellette
corrispondenti agli anni 1944-45.
Il 2 giugno 1957 il Presidente della Repubblica, On.
Gronchi, e il Presidente del Consiglio dei Ministri, On.
Zoli, lo nominarono Cavaliere dell’Ordine al merito della
Repubblica.
Avendo compiuto gli anni di permanenza nella riserva e
nell’ausiliaria, fu collocato in congedo assoluto per età
il 6 agosto 1978.
Il 28 novembre 1979 il presidente del Consiglio, On.
Francesco Cossiga, e il ministro della Difesa, On. Attilio
Ruffini, gli concessero il brevetto di “Volontario della
libertà” con la seguente motivazione “Essendo stato
deportato nei lager e avendo rifiutato la liberazione per
non servire l’invasore tedesco e la repubblica sociale
durante la resistenza è autorizzato a fregiarsi, ai sensi
della legge 1° dicembre 1977, n. 907, del distintivo
d’onore per i patrioti Volontari della Libertà istituito
con decreto luogotenenziale n. 350 del 3 maggio 1945”.
Il 26 ottobre 1982, nell’ambito delle celebrazioni del 1°
Centenario della morte di Garibaldi, il Comune di Vairano
gli conferisce la medaglia garibaldina e l’attestato di
benemerenza con la seguente motivazione: “In
riconoscimento del profondo ed instancabile impegno
profuso da oltre un ventennio per la riaffermazione della
verità storica di Taverna della Catena, luogo dello
storico incontro tra Re Vittorio Emanuele II e Giuseppe
Garibaldi”.
Il 12 aprile 1984 l’Istituto Internazionale di Studi
Giuseppe Garibaldi gli assegna il “Diploma di benemerenza
per il suo contributo agli studi garibaldini”.
Il 12 novembre 1984 il Presidente della Repubblica,
onorevole Sandro Pertini, e il Ministro della Difesa,
senatore Giovanni Spadolini, gli assegnarono il “Diploma
d’onore al combattente per la libertà d’Italia 1943-1945”.
Il 27 dicembre 1986 il Presidente della Repubblica, On.
Cossiga, e il Presidente del Consiglio dei Ministri, On.
Craxi, lo insigniscono del titolo di Commendatore
dell’Ordine al merito della Repubblica su proposta del
Consiglio Comunale di Vairano Patenora, adottata
all’unanimità per gli eccezionali meriti acquistati da
Sindaco e da storico dell’Unità d’Italia e della Comunità
Vairanese: caso più unico che raro nella storia
municipale.
- Con decreto ministeriale del 3 dicembre 1991 venne
promosso Tenente Colonnello a titolo onorifico ai sensi
dell’art. 1 della legge 6 novembre 1990, n. 323.
Sarebbe lungo anche solo elencare le opere civili compiute
dalle Amministrazioni comunali da lui guidate. In
proposito si rinvia alla sua storia di Vairano, dove sono
illustrate le realizzazioni del Sindaco Di Muccio.
Intenso, qualificato, originale è stato il suo contributo
alla ricerca storica. Ne fanno fede i suoi libri ed
opuscoli, che tra l’altro hanno raggiunto conclusioni
definitive circa la collocazione esatta dell’incontro tra
Vittorio Emanuele II e Garibaldi, ed evidenziato per la
prima volta la straordinaria coincidenza di luogo Vairano
Patenora – tra unificazione italiana e prima documentata
adozione della lingua italiana: a distanza di circa nove
secoli!
Egli ha lasciato le seguenti opere:
-
“Garibaldi
e Vittorio Emanuele II a Taverna Catena”, Ed. Morelli,
Vairano Scalo, 1961.
-
“Incontro
di Vairano, sintesi divulgativa dell’avvenimento”, Ed.
Stampa Sud, Curti (Caserta), 1982.
-
“Incontro
di Vairano”, Seconda Edizione, a cura del Comune di
Vairano, Ed. Stampa Sud, Curti (Caserta), 1985.
-
“Storia di
Vairano Patenora”, Ed. ATLA, Pitigliano (Grosseto),
1990.
-
“Vairano
nei documenti sulle origini della lingua italiana”,
Roma, 1991.
-
“Osservazioni sull’incontro tra Vittorio Emanuele II e
Garibaldi nei pressi di Caiazzo”, Roma, 1993.
-
“Le
‘mille’ Camicie Rosse della Campagna di Garibaldi nel
1860”, Roma, 1993.
-
“Vairano
vera culla della lingua e dell’unità d’Italia”, Roma,
1994.
-
Per
decenni intrattenne una nutrita corrispondenza con
quotidiani, settimanali, autorità, case editrici, sempre
per precisare, rettificare, confutare opinioni correnti
inesatte o infondate in materia di storia garibaldina o
locale.
Morì a
Scauri di Minturno il 13 agosto 1995.
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