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Sui sentieri dei briganti 
Monte Cesima (Presenzano - Sesto Campano)
Tra Campania e Molise

Presenzano - Monte Cesima
Area picnic sul monte Cesima

Itinerario in linea: Bacino di Cesima (628 m), M. Cesima (1180 m.), M. di Cesima
Difficoltà "E" Escursionistica;
Dislivello +310, -310
Quota massima 1180 m.
Sviluppo 8,5 km. circa
Tempo di percorrenza 4,5 ore circa
Segnaletica sentiero 3A del CAI
Caratteristiche ambientali macchia mediterranea, bosco misto, vedute panoramiche, orchidee, rapaci, cavalli
Periodo consigliato tutto l’anno
Attrezzatura scarponcini da trekking, giacca impermeabile antivento, maglioncino, zaino, borraccia, colazione, occhiali da sole, cartina, macchina fotografica, binocolo
 

Il gruppo montuoso del Cesima (1180 m.), propaggine dell'appennino centro-meridionale, nell'alto casertano, si incunea nella pianura dell'alta valle del fiume Volturno, al confine con la regione Molise, e si estende nei territori dei comuni di Presenzano, Mignano Montelungo e Sesto Campano. 
La Catena di Monte Cesima, per la sua posizione geografica e per la sua estensione (ha 2100), rappresentò un rifugio sicuro e quasi inespugnabile per le bande di
briganti che, alla metà del XIX secolo, contrastarono l'azione politica del giovane Regno d'Italia.
Il Brigantaggio, fenomeno politico-sociale, si manifestò nel Mezzogiorno d'Italia all'indomani dell'Unità. L'azione delle bande fu alimentata da sentimenti filoborbonici, dalla ribellione contro le nuove imposizioni amministrative e fiscali del Regno d'Italia e dalla dissoluzione dell'esercito borbonico.
Tra il 1861 e il 1870, numerose furono le bande che trovarono rifugio tra i costoni rocciosi, i boschi, le caverne e le capanne di carbonai e pastori del Massiccio.
Le bande più famose furono quelle dei capibanda
Francesco Guerra, Domenico Fuoco, Angelo Maccarone, Giacomo Ciccone, Alessandro Pace e Michele Marino.
Con l'intensificarsi della repressione del Brigantaggio da parte dello Stato italiano, le montagne del Cesima furono teatro di aspre lotte tra le due parti: nell'estate del 1862 la banda del brigante Maccarone fu distrutta dal reparto della 42° Fanteria; il 5 dicembre 1866, le bande riunite di Fuoco, Pace, Jannucci, Cannone e Guerra sconfissero i reparti del 72° Fanteria e della Guardia Nazionale di Mignano.
Il brigantaggio sul Massiccio del Cesima f
u definitivamente sconfitto nel 1870, con l'uccisione del capobanda Domenico Fuoco.

Itinerario proposto dalla guida GAE Marco De Angelis 

 

 
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