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I lavori di edificazione
dell’abbazia iniziarono nel 1171 ad opera del monaco cistercense Giovanni de Ferraris, originario di Fossanova, su di un fondo donato dal conte Riccardo del Sangro, e terminarono il 23 novembre 1179.
Il 23 novembre 1184 fu elevata al rango di Badia.
Nel 1188 la Badia della Ferrara aveva possedimenti a Calvi, Aversa, Teano, Rocca di Mondragone, Capua, Alife, Presenzano e Vairano.
Il periodo di massimo splendore si ebbe nei primi 30 anni del XIII secolo durante la gestione dell’Abate Taddeo. Infatti,
l'abate, grazie all’amicizia con l’imperatore Federico II di Svevia, estese il dominio dell’abbazia anche su alcuni territori di Mignano, Alvignano, Telese, Isernia, Monteroduni, Trioa (Foggia), Benevento e Salerno, nonché su 14 grance dei paesi limitrofi.
Tra il 1272 e il 1337 furono ospiti dell'Abbazia
il re Federico II e il suo consigliere Pier delle Vigne.
L'abbazia accolse, oltre ai Cavalieri Teutonici,
l'imperatore Federico II per due volte e alcuni
importanti religiosi come frate Pietro da Morone, che
poi divenne papa Celestino V. Ricordiamo che frate
Pietro da Morone studiò per diciotto anni nell'abbazia
prima di essere ordinato sacerdote.
Nei pressi dell'abbazia si svolgevano due importanti
fiere: dell'Ascensione (15 maggio) e dell'Assunzione (15
agosto), oggi spostate nelle vie di
Vairano
Patenora.
Nei secoli successivi l’abbazia conobbe, pian piano, un periodo di decadenza morale ed economica che sfociò in un primo momento nell’arresto di alcuni frati da parte dei soldati del re Carlo I
d’Angiò, poi alla perdita di tutti i possedimenti e infine alla sua soppressione definitiva (1807).

E'
interessante la descrizione dell'abbazia che fornisce il
tabulario Pietro de Marino, in “Descrizione di Vairano del 1660”:
“Abbatia della ferrara […] tiene sua Chiesa grande con molti altari, campanile con tre campane grande et claustro con cisterna grande in mezzo con celle sopra d'esso et altre commodità… a lato del quale Convento ci sono più giardini con frutti verdume et agrumi con fontana d'acqua perenna abonnante con vigna separata...”.
Da
vedere:
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Ruderi
dell'abbazia;
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Cappella
di
Santa Maria della Ferrara.
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La
disposizione planimetrica tipica degli impianti cistercensi: un’ampia corte limitata dalle stalle e dalle celle,
la chiesa principale a tre navate con presbiterio culminante nel catino absidale e una cappella accessoria;
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Affresco del XIII secolo, che orna un’edicola funebre dedicata al nobile Malgerio Sorello,
che lasciò tutti i suoi averi all'abbazia;
nell'affresco si scorge anche il papa Celestino V
che assiste al funerale dell'amico Completa la composizione affrescata il testo di un ritmo poetico di grande importanza
linguistica;
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Come è oggi l'abbazia? Vedi dal satellite di Google
Visualizzazione ingrandita della mappa
N.B.
L'abbazia, oggi, è in uno stato totale di abbandono e
degrado.
L'Associazione Culturale Athena invita e sollecita gli organi
competenti a restaurare, in
collaborazione con i legittimi proprietari, l'antica
abbazia.
L'Associazione C. Athena ringrazia la
Banca Capasso
di Alife per l'intervento di restauro sull'affresco di Malgerio Sorel.
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