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Salumi
Il maiale, la luna e la "sauciccia"...miti, misteri e verita'!

Salumi "Rimani è mancanza e scannammo gliu puorco. Me raccumanno…".

Nelle famiglie contadine, ancora oggi, come tanti anni fa, nei mesi freddi di dicembre e gennaio con l'inizio della luna calante, si sente risuonare questa frase:

    
"Domani è luna calante e uccidiamo il maiale. 
                      Mi raccomando…".
 

I puntini sospensivi esprimono un rigido ordine non verbale: le donne con mestruazioni, e le persone che hanno avuto rapporti sessuali il giorno prima, non possono assolutamente partecipare all'uccisione del maiale e alla lavorazione della carne. Pena, la perdita di tutta la carne. 

Dicerie? Credenze popolari dure a morire? Forse, ... chissà! 

Certo è che il maiale era nell'antichità l'unica ricchezza di tante famiglie di queste terre. E' logico, quindi, che l'allevamento, l'uccisione del maiale e la lavorazione della carne fossero sottoposte a mille attenzioni e coperte da un alone di mistero e magia.   L'uccisione era quasi un rito, un cerimoniale che aveva il suo sacerdote nello "scannatore", colui che uccideva il maiale; la lavorazione della carne, invece, è un insieme di tradizioni e tecniche di lavorazione affinate con il tempo e con l'esperienza, da tramandare di padre in figlio, per ottenere ogni anno autentiche prelibatezze e golosità. 
Prelibatezze e golosità dai nomi dialettali e dai sapori antichi si conservano ancora oggi, buone come un tempo, grazie all'azione popolare e al lavoro impagabile di piccoli laboratori artigianali. 
Volete conoscerle queste prelibatezze? ne siete golosi? le state mangiando con gli occhi?
Ebbene, che aspettate, scopritele!

 

 

 

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