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Luigi
Veronelli in "l’Italia piacevole" lo
descrive così:
"Dai
vignaioli di Castel di Sasso un bel vino di autonomo
nome: Casavecchia. Completo e armonico di bel colore,
desideroso di razza, se la merita"
Ma
qual è l’origine di questo vitigno?
Nessuno lo sa.
Si, la sua origine è un vero mistero. Qualche autore
vorrebbe, addirittura, farlo derivare dall’antico, e
famosissimo in epoca romana, Trebulano. Infatti, come
racconta Plinio, il Trebulano nasceva proprio nel
quadrilatero produttivo del Casavecchia, cioè nella
zona compresa nei territori di Pontelatone, Formicola,
Liberi e Castel di Sasso.
Oggi, il Casavecchia è
oggetto di attenti studi condotti dalla Facoltà di
Agraria delle Università di Napoli e Firenze, nonchè
dal Sesirca, il Settore di sperimentazione agricola
della Regione Campania.
Abbinamenti
gastronomici
Il Casavecchia è consigliato in piatti complessi ricchi
di gusto e di buona consistenza come capretto al forno,
cinghiale di Caiazzo alla contadina, agnello laticauda
al forno,...ecc.
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